Se tu mi dimentichi – Pablo Neruda
Voglio che tu sappia

Nel cervello l’amore romantico
si esaurisce dopo appena un anno
ROMA – Mani sudate e sensazione di ‘farfalle’ nello stomaco. Sono le sensazioni tipiche dell’inamoramento. Un sentimento, però, dalla vita breve. Secondo uno studio italiano pubblicato su ‘Psychoneuroendocrinology’, infatti, dura poco più di un anno.
I ricercatori dell’equipe di Pierluigi Politi del Centro Interdipartimentale for Research in Molecular Medicine (CIRMC), presso l’Università di Pavia, hanno individuato nell’Ngf (il Nerve Growth Factor, scoperto da Rita Levi Montalcini) la sostanza chimica molto probabilmente responsabile del ‘turbinio’ tipico delle prime fasi dell’innamoramento. Livelli più elevati del normale di questa proteina ‘degli innamorati’, dunque, sarebbero collegati al sentimento di euforia e alla quasi dipendenza dall’amato.
Ma dopo aver studiato gruppi di persone impegnate in rapporti lunghi, brevi e alcuni single, gli studiosi hanno scoperto anche che i livelli di questa sostanza ‘chiave’ calano nel corso del tempo. In particolare, il team ha analizzato le alterazioni di alcune neurotrofine nel sangue di uomini e donne dai 18 ai 31 anni.
E’ stato necessario esaminare i livelli delle proteine in 58 neo-innamorati (che avevano da poco iniziato una relazione), confrontandoli con quelli di altrettanti soggetti impegnati in rapporti ‘datati’ e di un gruppo di single. Così i ricercatori hanno visto che nei neo-innamorati i livelli di Ngf erano significativamente più alti. Dopo un anno 39 dei nuovi innamorati (rimasti insieme e con un rapporto consolidato alle spalle) mostrano livelli di NGF simili ai single e alle altre coppie stabili, segno che ogni differenza rispetto al culmine iniziale del sentimento è svanita.
Tuttavia, sostengono i ricercatori, se la relazione va avanti, a questi sentimenti segue il consolidamento del rapporto mentre la passione iniziale scema. Ciò sembra corrispondere a cambiamenti consistenti della chimica del cervello (neurochimica), portando a identificare le ‘molecoline’ alla base di un sentimento così prezioso e profondo. I ricercatori pavesi hanno misurato i livelli plasmatici di un gruppo di molecole importanti nella neurochimica, le neurotrofine (NTs). Tra queste ci sono il fattore di crescita Ngf, il Bdnf, NT-3 NT-4.
“Da questi studi – ha dichiarato Pierluigi Politi – sembra che meccanismi biochimici siano coinvolti nei cambiamenti di umore che intercorrono dall’inizio a quando la relazione diviene più consolidata. L’amore diviene più stabile – aggiunge l’esperto – ma il romanticismo iniziale sembra spegnersi”. Insomma un meccanismo simile ad una malattia che dalla prima fase ‘acuta’, passa a quella cronica. “Ma certo – conclude il ricercatore – sono necessari ulteriori studi per far luce pienamente sulla neurobiologia dell’amore”.
Riferimenti: Repubblica (Scienza e Tecnologia)

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte!
Per gli antichi greci,l?Epifania era l?azione di una divinità che, invisibile all?occhio umano, manifestava la sua presenza attraverso un segnale, o una visione, o un miracolo, ?.
Nel mondo cristiano il termine indica la festa religiosa che evoca oltre all?adorazione dei Magi anche vari avvenimenti della vita di Cristo, soprattutto la nascita, il battesimo, il primo miracolo operato a Cana, la sua venuta alla fine dei tempi.
Mentre in Occidente è ora nettamente distinta dal Natale e celebra la manifestazione di Gesù ai pagani, di cui i Magi furono i primi, nelle chiese orientali, l?Epifania è la festa del battesimo di Gesù nel Giordano. Per questo fin dal secolo IV si introdusse nel giorno dell?Epifania, la benedizione dell?acqua proprio in memoria del battesimo di Gesù.
In alcune chiese orientali è insieme la celebrazione del Natale, dell?adorazione dei Magi e del battesimo di Gesù.
L?Epifania, comunemente designata come “Adorazione dei Magi”, contrapposta a quella dei pastori, è soggetto molto diffuso nella primitiva arte cristiana, alla quale perviene dalla rappresentazione del tributo dei barbari: i tre Magi, vestiti alla persiana, con anassiridi e berretto frigio, accorrono, sotto il segno della stella cometa, recando i loro doni al Bambino.
La festa dell?Epifania è salutata in molti paesi da manifestazioni di carattere folcloristico come accensioni di falò, elezioni di Re per burla, ? da taluni riferite come eredità dei festeggiamenti che si tenevano durante i saturnali.
Nei paesi di tradizione cattolica vige il costume, come a Natale, di scambiarsi i regali e soprattutto di farne ai bambini ai quali la befana viene descritta come personificazione di una vecchia brutta ma buona che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio lascia nelle calze dolciumi e doni ai bambini buoni e carbone a quelli che sono stati cattivi.
Secondo la poetica immagine la vecchia, che nella tradizione contadina entra nelle case attraverso la cappa del camino, viene dalle montagne a notte fonda, attraversa il cielo a cavallo di una scopa e con un grosso sacco ricolmo sulle spalle.
In varie città, come a Firenze, se ne faceva un fantoccio che veniva portato in giro per le vie e dispensava caramelle ai più piccini.
Nelle leggende anglosassoni e nordiche, la notte dell?Epifania, o dodicesima notte, è uno spazio di tempo favorevole ai presagi e ai prodigi, il più indicato per combattere le forze del male.
Buon Epifania a tutti!!

E un altro giorno è passato
sembra poco ma è bastato..
i nostri corpi stiamo ripulendo
da un veleno tipo unguento..
Non disperare amico mio e vedrai ce la faremo
se per mano ci terremo
Siam diversi da tutti gli altri
che di espedienti vanno avanti
Siamo buoni e fiduciosi
e del futuro siamo ansiosi
Con l’amore andremo avanti
senza mai cadere in pianti
e risaliremo dal burrone
in cui siam caduti a rotoloni..
dai amore stringi i denti
che vivremo più contenti.
E’ un pensiero nato dal cuore
questo che scrivo con amore
con la speranza di una vita
sempre migliore e senza fatica
Non dobbiamo più cadere
nelle grinfie del falso potere
quello effimero che ti dà
solo tanta negatività..
Son versetti buffi e strani
questi che scrivo del domani..
ma se leggi con attenzione
capirai che ho ragione..
nel temer quel veleno
che nel corpo ha un effetto…
no non posso far la rima
nel parlar della mia stima
Voglio solo ritrovare
quel che è bello e salutare
per la vita per la mente
e lo sai..
…se è sana è più attraente!
Per chi cade, chi crede troppo agli avvoltoi, chi rimane intrappolato nelle viscere del suo stesso passato..
Per chi sbaglia, chi si illude, chi ha paura e si nasconde..
e per noi amore mio che ne abbiam passate tante ma se lottiamo ne vinceremo altrettante..
Nella vita basta aver fiducia
Basta crederci davvero
Basta solo amare la propria vita..
Con sincerità, fragilità e tanta forza di volontà…
Val

Amicizia è.. far parte della sua vita e sentirsi a proprio agio in tutto ciò che ne fa parte
Amicizia è.. poter varcare la soglia del giardino segreto dei suoi “mondi” e passeggiare con la massima discrezione all’interno
Amicizia è.. costruire insieme il grande “mosaico”, pezzetto per pezzetto ed essere sicuri che il disegno finale sarà meraviglioso..
Amicizia è.. non dover mai inventare scuse per non partecipare ad impegno, un evento o un incontro organizzato dalla tua amica, a cui non abbiamo voglia di partecipare
Amicizia è.. sentirsi liberi di esporre le proprie idee e pensieri e progetti, senza il rischio di venir giudicati in malomodo
Amicia è.. essere sempre sinceri e leali
Amicizia è “meglio una brutta verità che no una bella bugia”
Amicizia è.. viaggiare all’unisono verso la stessa direzione, e guardare insieme lo stesso orizzonte
Amicizia è.. avere un linguaggio segreto che anche pronunciato ad alta voce in mezzo a tanta gente, nessun’altro è in grado di interpretare e comprendere
Amicizia è.. dare un valore ad ogni cosa..e nominarle in allegria come una specie di “parole d’ordine”
Amicizia è.. condividere azioni come Leon nella più completa lucidità mentale e soprattutto serietà!!!! ahhah
Amicizia è.. respirare l’atmosfera armoniosa e serena, tranquilla e magica anche quando non si sta assieme…perchè le vibrazioni dell’essere, attraversano anche km e km di distanza!
Amicizia è.. incoraggiare l’altra a fare un qualsiasi gesto affinchè la renderà felice
Amicizia è.. comunicare con lo sguardo e con i gesti e non necessariamente con le parole
Amicizia è.. saper condividere il silenzio
Amcizia è.. sentirsi forti e dinamici nell’affrontare ogni cosa perchè in due si è meglio!
Amicizia è..rincontrarsi dopo lunghi mesi..e ricominciare tutto dal punto “stop” come lo si era lasciato.. e fare come se nulla fosse mai accaduto, come se la lunga assenza non fosse mai esistita
Amicizia è..un abbraccio sincero pieno di mille sensazioni
Amcizia è.. star sempre dalla parte della tua amica, nella buona e nella cattiva sorte
Amicizia è … sedersi in una panchina di travertino freddo, anche d’inverno, anche a dicembre, quando la città è addobbata per Natale…e parlare dei regali per le persone care…
Amicizia è..stupirsi sempre con sorprese e racconti..
Amicizia è..”come ti conosce la tua migliore amica, non ti conosce nessuno..neanche la mamy!”
Amicizia è.. dire sempre la verità e dare giudizi sinceri anche sulla maglietta che si sta provando nel camerino del negozio…prossima all’acquisto! argh!!
Amicizia è … distogliere l’attenzione da parte degli altri verso la tua migliore amica, se questi si dovesse trovare improvvisamente in una situazione imbarazzante..
Amicizia è..una sorta di S.O.S. quando ce n’è bisogno e a qualsiasi ora della notte, del giorno della vita in genere!
Amicizia è.. saltare insieme nel cerchio sull’acqua, con coraggio ed euforia, con energia e dinamismo, con gioia e sicurezza, con inscoscenza? insomma…. con i cuori palpitanti ..vicini vicini!
Amicizia è… sentire le stesse sensazioni dell’altra, provare le stesse emozioni, e, se il caso, provare rabbia verso chiunque sia causa di dolore e di sofferenza.. e magari vendicarsi per l’altra
Amicizia è immedesimarsi totalmente in lei pur rischiando di non riuscire ad essere più “obiettiva” nei consigli, nell’aiuto, nel vedere le cose dal di fuori..ma non importa…perchè si sà..a volte…due menti son meglio di una!!!!
Amicizia è.. potrei star qui ad elencare altre centinaia e migliaia di frasi prendendo spunto da quella che è la “Mia” amicizia con una persona molto molto crasta.. la mia migliore amica ovvio!.. Pertanto per me…l’Amicizia è.. qualcosa che fortunatamente ho e vivo e respiro a pieni polmoni finchè ce n’è! e so che ce ne sarà sempre!
Buona Jornata Delfino Wendy!
un Beso*
Val ^_~
ps. Aspetto news hiihih

Un giardino segreto, un luogo incantato, un regno magico.. da sempre vissuto nell’immaginazione, nel sogno..fin da bambina..
e chi non ha mai sognato un posto del genere? un meraviglioso posticino in cui entrare di nascosto da tutto e tutti ogni qualvolta si sentiva il bisogno stare soli con se stessi oppure in compagnia di…personaggi fiabeschi…
Ebbene..un giardino magico in cui nessuno poteva entrare, ma allo stesso tempo custodito e curato alla perfezione,magari da entità soprannaturali o appunto…fiabesche come elfi oppure gnomi giardinieri o fate e fatine che, con le loro bacchette magiche donavano forma, vita e colore a tutto il regno. Un giardino in cui crescevano milioni e milioni di fiori, e di ogni specie..le più belle che erano presenti solo nel suo interno e non nel resto della Terra. I fiori dai profumi inebrianti e dalle più svariate forme e dimensioni. Stendersi, adagiarsi su quel manto fiorito…dai colori pastello, dai petali morbidi e delicati come seta..tutto meraviglioso, come lo era addormentarsi e cullarsi in mezzo a loro ore ed ore.. senza accorgersi del tempo che correva veloce.
Un giardino segreto, incantato, circondato da alte e solenni mura in pietra, lontano dagli occhi indiscreti di tutti..e chiuso da una porticina piccina piccina, fatta di legno di ciliegio, e coperta da fusti di rose che, grazie alle loro taglienti e pungenti spine..proteggevano l’ingresso da tutti i maleintenzionati.. che potevano in qualche modo, recar danno e disturbo al regno e ai suoi abitanti. Eh si! Perchè nel giardino tutto aveva vita propria, persino le foglie, i petali dei fiori..e quelle statuette raffiguranti i sette nani..persino quelle erano viventi!
Un posto meraviglioso davvero..e ra il desiderio di trovarlo, di respirarlo nella realtà era talmente forte che un bel giorno decisi di dipingerlo. Dipingere il giardino era un modo per donargli vita, forma e colore.
Realizzai così, diverse immagini di esso… una raffigurava l’entrata, con la piccola porticina a forma di archetto, altre invece raffiguravano l’interno, quindi i foltissimi cespugli di fiori, gli alberi giganteschi con tantissime foglie colorate, poi vi era il ruscello incantato con i pesciolini colorati e poi c’era il laghetto magico sempre circondato di fiori, fiori e fiori.
Feci questi dipinti, per trasformare in realtà ciò che era solo un sogno…il Mio sogno.
L’arte, in fondo consiste proprio in questo, ossia, donare vita e colore ad um’emozione particolare, ad una sensazione, ad uno stato d’animo vissuto in un determinato momento e, se ne hai voglia, e se trovi la persona “giusta” e “più adatta” puoi anche decidere di condividerle.
Non mi ritengo un’artista ma so bene che quando creo determinate cose e le condivido poi con qualcuno, per me è come un mettere a nudo la mia persona, la mia anima soprattutto…quindi..deve essere una persona a me cara, a me vicina..e non uno sconosciuto..o un elemento giudicante.. ma una persona che sappia “cogliere” il messaggio, ossia l’essenza della mia creazione.
Eh già
Non ho basi per la pittura, non conosco molto le tecniche da usare nei dipinti, specialmente quelli ad olio…ma conosco qualcosina…tramandata da mio padre che, grazie al suo hobby ..appunto della pittura ad olio, mi ha “passato” molte cose importanti. E poi, ho una particolare attrazione verso alcune correnti .. diciamo le mie preferite, quelle che più mi trasmettono emozioni e quelle che diverse volte ho anche tentato di copiare (gh), per avere ..come dire..un quadro d’autore nella mia casa…
Anche se non si tratta dell’originale, da sempre soddisfazione una “copia d’auotore” e poi.. se è un’immagine che tanto ami…perchè no!
Mio padre coltiva quest’hobby fin da ragazzo…e ricordo quando lo guardavo ore ed ore a preparare le sue tele con delle tecniche particolari, antiche e conosciute ormai da tutti i pittori.. Le classiche tecniche per l’invecchiamento del quadro, grazie alle quali, puoi dipingere il tuo bel quadro e alla fine renderlo vecchissimo, e donargli anni e anni e anche secoli di invecchiamento…parliamo di crepe e di segni del tempo. Con queste tecniche di preparazione, rendeva tutto così perfetto..ed io guardavo con ammirazione tutto quel lavoro preliminare..per poi tuffarmi nell’odore forte dell’olio dei colori per tutta la casa…ed il silenzio della sua concentrazione..un silenzio rispettato molto in casa… e ogni tanto veniva spezzato da una bella merenda o da un buon caffè!
Era un hobby per lui, non il lavoro principale… e per questo.. lo amava ancor di più! perchè lo faceva con passione, con amore…e non era condizionato dal tempo, dagli orari e da nulla…C’erano solo lui e i suoi colori, lui e le sue tele, lui e il cavalletto…lui e i suoi pennelli.
Spesso lo aiuto, tramite internet, a contattare musei in tutte le parti delmondo per sapere quali sono i colori usati per un determinato quadro..ecc ecc…e devo dire che quello della pittura, è un mondo affascinante, intrigante, misterioso e molto molto bello.
Ho così iniziato anch’io a seguire i suoi passi..con le poche conoscenze basilari immagazzinate nella mente. Continuai per un periodo poi mollai tutto per via di problemi particolari che mi presero gran parte del tempo e dei pensieri..
e lì,mi limitavo a chiedere a mio papy quadri su ordinazione…lui li faceva ma poi si affezionava ad essi e non voleva più regalarmeli! grrr
L’arte a mio avviso, penso che sia qualcosa di meraviglioso, in tutte le sue forme…e in ogni sua natura..che si tratti quindi di un pentagramma, o di un testo poetico, o di una canzone..(che raramente, e solo in casi speciali, sono la stessa cosa) che sia una scultura o un dipinto..o anche una creazione floreale…l’arte è qualcosa che ognuno ha dentro di sè fin dalla nascita..è come una vena…la vena artistica che pulsa e batte forte come una furia ed ha voglia di venir fuori, allo scoperto! sotto forma di ciò che “tu” artista, decidi di darle…ma a volte, è lei stessa a decidere la sua natura e quali sembianze prendere per venire al mondo..come un bambino …eh già.
Adoro gli artisti e non a caso il mio ragazzo lo è…e lo sono molti degli amici che ho…
chi in un campo, chi in un altro, ognuno di loro ha animi sensibili e profondi, ha idee e pensieri lontani dalla massa e la loro compagnia è fuori dalle righe.
In genere sono un pò fuori di testa, ma nei limiti ovviamente… cioè..mi spiego meglio…di limiti beh..non ne hanno…e non ne accettano, come non accettano le etichette..diciamo che gli unici limiti che accettano sono quelli delle loro teste. stop ^_^
Cmq….tornando al mio giardino incantato…quando fu terminato il mio lavoro, appesi questi quadri sul muro della mia camera e fu meraviglioso contemplarli ogni volta ne avessi voglia, ne sentissi il bisogno..
Entrare nel regno segreto, lontano da tutti e ..MIO, solo mio ^_^
Un bel giorno, mentre navigavo in rete ho trovato delle immagini molto molto molto simili ai miei quadri! La cosa mi stupì molto, soprattutto per l’ uguaglianza di colori, ambienti…e struttura dei quadri stessi.
Pensai che qualcun’altro, come me, avesse desiderato e sognato il giardino segreto…e anzi! persino il nome era uguale: “il giardino segreto” ..esattamente come il mio…così mi son chiesta quanti altri potessero avere in casa, appeso al muro o magari appeso ai muri dell’immaginazione il giardino segreto (!?) il luogo incantato, il regno magico…tanto sospirato e bramato nei miei sogni, fin da bambina! Sicuramente si tratterà di un animo sensibile e fantasioso (pensai)…come il mio del resto…
Beh..questa scoperta mi stupì talmente tanto che decisi di fare un post dedicato al giardino segreto…ma il giardino segreto di tutti…ognuno il suo, ognuno nel suo sogno, ognuno con i suoi colori e profumi preferiti…ognuno..nel suo regno incantato con gli gnomi o gli elfi, o i folletti o le fatine…e chissà…magari anche paperino!!!
Bene, non mi resta che augurarvi Buona passeggiata a tutti..e chissà se non inciamperete nei fusti delle rose che nascondo l’entrata magica… ^_~

Tempo fa, in balìa di una crisi di esistenzialismo, di “vissuto” di “passato” e di voglia di cambiamento, di metamorfosi freudiana ecc ecc…entrai nel mio bel regno blog ed eliminai molti bei post che a quei tempi avevo scritto con tanta passione, tanto amore ed interesse.
C’erano mie poesie, miei scritti, c’erano belli articoli con altrettanti belle persone che lasciavano traccia del loro costante e simpatico passaggio.
E’ una cosa che fa parte di me, stracciare tutto ciò che è ricordo, che è passato che è anche solo un istante di questo presente ma che è destinato a sparire nell’attimo in cui entra il nuovo, in cui la lancetta dell’orologio ticchetta il nuovo minuto.
Spesso la sera…scrivo qualcosa su ciò che riguarda i miei problemi, le mie perplessità su certi argomenti e tutto un pò di me e di ciò che sono le mie giornate…come un diario usando però semplici fogli formato A4 e scrivo pagine intere, a volte davvero lunghi fogli di sfogo..sia bello che brutto…per poi? stracciare tutto alla fine.
Questo gesto però non dimostra un senso di negatività… perchè nel momento in cui distruggo tutto ciò che ho scritto non significa che stia male.. che stia vivendo una forma di disagio, ma anzi, stracciare e far sparire tutto ciò che ho scritto, mi fa sentire meglio, più leggera direi.
Un tempo, durante l’adolescenza ero solita conservare di tutto, tutto ciò che erano bei ricordi, belle esperienze fatte con le amiche, con il tipello, con l’amore, con gli affetti, e la famiglia..e di tutto e di più..
Così.. biglietti del cinema di film più belli visti insieme a questa persona, nel giorno tot..ecc ecc
scontrini di cene fuori casa quindi ristoranti o pizzerie o pub, persino i sottobicchieri conservavo con cura!!!
Agende e diari pieni di cartoline fotografie e tutto ciò che immortalava attimi importanti della mia vita…
e la mia camera, specialmente i miei cassetti erano stracolmi di tutto l’impossibile, l’inimmaginabile!! tanto che quasi esplodevano…
Un bel giorno però…fortunatamente mi sono svegliata..svegliata da un letargo di inconsapevolezza…svegliata da una situazione strana, in cui mi sentivo forse protetta, legata come un cordone ombelicale a.. cosa poi? a ricordi, ad amicizie, ad eventi destinati a morire, perchè nella vita si cambia…basta il susseguirsi dei giorni, bastano i rintocchìì dell’orologio a pendolo che ogni ora fa sentire a gran voce che un’ora è trascorsa…insomma…il tempo…il tempo che trascorre veloce e cambia cose e persone, il tempo che muta e si concede a noi in modo sempre diverso..in cui noi di conseguenza siamo diversi…ma spesso non lo accettiamo, non vogliamo vedere nel riflesso dello specchio, l’immagine di noi…cresciuti, cambiati diversi. Così..si mantengono e conservano gelosamente cose che ci legano a quei determinati momenti, come se non volessimo andare avanti e vivere il futuro..come se conservando quei ricordi di conseguenza rimaniamo legati a determinate sensazioni a quelle emozioni vissute in un momento particolare e dal quale non vorremmo mai staccarci…ma…non servono a nulla tutti quei foglietti credetemi! anzi peggiorano la situazione..e poi per non parlare dello sporco che fanno! mio dio se ci ripenso mi salgono le pulci e mi vien da grattarmi tutta !!!!
Ora, a distanza di quasi 10 anni, sento di essere una persona totalmente diversa, cambiata, maturata ..chiaro. Ora i miei cassetti sono vuoti…o meglio… non contengono per fortuna tutti quei ciaffi, tutti quei disordinati foglietti tutto quel materiale che in realtà non contiene un emozione…ma solo il ricordo di esso, mentre nel mio cuore, c’è si invece, quell’emozione pura, si allo stato puro in cui lo avevo vissuto in quel preciso istante del tempo ormai trascorso…ma ripeto..non servono queste “prove” perchè le cose belle si sà, non si dimenticano mai.. e non servono prove e conferme della loro esistenza… ed il ricordo di essi vive e respira dentro di noi sempre…
Non occorre quindi avere del materiale inutile che confermi l’emozione vissuta in un periodo particolare..
Se qualcuno entrasse nella mia camera per “saperne di più” sulla strana vita di questa ragazza…non capirebbe nulla, perchè nulla troverebbe..ma anzi..dovrà accontentarsi di mobili, scrivanie, vestiti e pc.
Tutto ciò che riguarda la mia vita privata e personale è custodito gelosamente nel miglior posto possibile e sicuro.. il mio cuore e la mia mente.
Avete mai deciso di dare una pulita generale e soprattutto a fondo in casa vostra? Mi riferisco a quelle pulizie puntigliose, atte a portarti via ore ed ore di tempo libero,e svolte per es nell’armadio della camera, nella scrivania con tanti cassetti, nel baule, nella madia.. o in qualsiasi altro spazio chiuso, in cui all’interno ci sono tante cose in “perfetto” disordine? Cose che però rimangono quotidianamente nascoste grazie alle ante e non sono quindi visibili al vostro sguardo scrutatore di tutti i giorni …ma..nel momento in cui ci si sente emotivamente provati, confusi e magari si hanno tanti grilli per la testa, accade che queste ante, come per magia, improvvisamente decidono di aprirsi, spalancarsi ai tuoi occhi, al tuo passaggio, in modo tale da farsi notare nella pienezza della loro confusione, del loro straKaos, in quella loro natura ingarbugliata che..tra l’altro sei stata tu stessa a creare.
All’improvviso è come se ti dessero fastidio e tu non riuscissi neanche più ad uscire di casa sapendo che dietro quelle ante pullula tanto casino! tanto disordine!!! ma come è possibile?? Quasi ti senti come quel ripiano..e infatti lo sei..allora basta. Ti senti in dovere di mettere tutto in ordine…e decidi il giorno in cui dedicherai tutto il tuo tempo e le tue energie alla pulizia generale, e a riordinare tutto quello che fin’ora hai saputo disordinare con maestrìa. Una volta terminato il lavoro anche tu ti sentirai meglio, più in ordine, più leggera.. quelle maglie, magliette, vestiti, pantaloni, scarpe borse e tutto ciò che era sottosopra, ora sembra seguire un ragionamento logico di taglie, di misure, di materia e di colore…così come la nostra mente..che sembra avere ormai un ordine di idee precise, e i problemi tutti messi lì in ordine dal più piccolo al più grande e sistemati perfino nei giorni in cui proverai di porre rimedio alla risoluzione di essi…eh già! il grande armadio in camera eccolo qui con la tua “voglia di mettere in ordine te stessa” …il cuore, la mente e l’anima.
E FUNZIONA! Questo è il bello! Che tutto questo lavoro di pulizia, di ordine e fatica, alla fine ha i suoi buoni, ottimi direi risultati su te stesso.Alla fine della giornata in cui ?hai dato molto di olio di gomito? senti che oltre ai ripiani del tuo armadio, anche tu sei in perfetto ordine, in perfetta sintonia con tutti gli abiti che vi sono dentro.. e cominci a vivere le tue giornate in modo diverso, si da subito?è così.. e questo è stato confermato da un?analisi fatta da esperti psicologi di Università srtraniere in cui la loro ricerca ha avuto ottimi sviluppi in tema cambiamento di se stessi tramite la pulizia della casa ..come l?armadio che è sempre al primo posto?ed io quando ho avuto modo di leggere questi loro articoli, beh..avevo già avuto le mie esperienze in tema quindi non ho potuto fare a meno che approvare la ricerca svolta.
Quindi? consiglio vivamente a tutti di prendersi una giornata libera dagli impegni, dalla palestra, dalla piscina, dalla lettura in biblioteca e?. dedicarsi alle pulizie della propria casa?.si può fare in sala, tra le pentole e i piatti?o i bicchieri di cristallo, si può fare in bagno negli armadietti contenenti asciugamani, accappatoi, phon spazzole, piastre, trucchi, pianelline di spugna post-doccia ecc? o meglio nella scrivania, nella cassettiera, dove riallacciandomi al discorso iniziale dei biglietti, degli scontrini delle cartoline, diari agente e chi più ne ha più ne metta.. si avrà modo di buttare ciò che non serve, gettare l’inutile, tutto ciò che ti trattiene in qualche modo, in una realtà dalla quale sembra non semplice staccarsi..e invece lo è.. perchè quei fogliettini, quegli sms che occupano lo spazio del cellulare nuovo, sono comunque ricordi che fanno parte integrante di te e nel tuo cuore Sempre alloeggeranno..anche se materialmente sono spariti. Getta tutto l’inutile e starai meglio.Getta tutto e comincerai a crescere e a guardare il futuro con meno paure e timori. Ho visto gente conservare sms su file del pc!!!!!! Son persone estremamente sole e mai riusciranno a vivere una vita propria se non avranno con se una prova di un’emozione vissuta…
consiglio ancora di far pulizie, cominciate dall?armadio?che?è anche questo il periodo in cui si fa il fatidico ?cambio di stagione? giusto? Quindi, quale miglior momento e luogo per farsi una terapia ?in casa? e curarsi al meglio con cose ?sane? e genuine .. che non fanno male e mai avranno gli effetti collaterali che molte medicine invece, hanno e fanno davvero male, causando all?organismo danni a volte irreparabili?e poi, finchè ci sono i rimedi naturali..perchè andarsi a far del male con quelli chimici?
Per quanto mi riguarda?il mio armadio è impeccabile?e poi è anche nuovo, non ha compiuto neanche un anno, perciò riordinarlo è di per sé una cosa piacevole e automatica che mi sale spesso?. Chi ha modo di sbirciare all?interno dei miei cassetti e delle ante, ha modo di stupirsi!!!! Il mio ordine è impeccabile ma l?importante è non essere schiavi di esso.
Ordine e pulizia si, ma non in modo esagerato, tanto da condizionarti la vita se quella maglietta è stata appesa male etc etc?
La casa deve essere pulita e in ordine ok? perché fa bene all?anima e al cuore, purchè il tutto sia fatto moderatamente?.e mai cadere ad essere schiavi di tutto ciò!!!!
Ok?detto questo? torno al mio lavoro?che ammetto anche qui, sulla mia scrivania e sull?armadietto di vetro?c?è bisogno di una buona pulizia, fatta a fondo?.eh si?.anche perché ultimamente qui a lavoro ho le idee molto confuse?mi sto perdendo in questo mio disordine che fino a qualche tempo fa?tenevo sotto controllo?.è già ora di riordinare e riorganizzare tutto sisi?
Buone pulizie!

Perchè questo articolo..semplice..L’altro giorno mentre facevo zapping tra i canali tv, mi sono trovata a guardare un serivizio speciale, inerente le piantagioni di banane “incriminate”. Enormi distese di campi che percorrevano tutto il raggio dell’Ecuador. Modesti e poveri contadini che vi lavoravano a fatica, sudando e affaticandosi sotto il caldo sole che li governava per ore ed ore.
All’improvviso in cielo “il passo infernale” degli aerei privati che sorvolavano le piantagioni e spruzzavano quantità industriali di un prodotto chimico dal colore blu..tutto sopra i campi, tutto sopra le banane, tutto sopra i nostri contadini. A quanto pare, questo prodotto servirebbe a rendere più saporiti questi frutti che arrivano qui da noi in perfette condizioni “naturali” ed etichettati dalle aziende più importanti, i cui nomi vengono riportati nel testo sotto citato, e poi si sà..tutti conoscono questi marchi aziende.
Ebbene..questo prodotto blu, a contatto con la pelle, con il corpo umano, e inalato e respirato dagli stessi contadini, ha delle conseguenze gravissime e dannose sull’organismo. E’ causa infatti di malattie polmonari, cancri ai polmoni e alla pelle, malattie cutanee di grave entità ecc etc..
Queste persone sanno benissimo della gravità della cosa, ma continuano a star lì, a lavorare le piante coperti da questo prodotto blu.. e tossiscono e sono piegati in due dai dolori, ma devono continuare…si perchè altrimenti dove andrebbero? con cosa vivrebbero?..chi si prenderebbe cura di tutti loro?
E restano lì..coperti dal blu, l’immenso blu..non del cielo..ma della morte.
Se si rivoltarssero contro le aziende non solo perderebbero quel misero lavoro che hanno ma anche la casa e la loro stessa vita e di quelle dei loro familiari. E’ assurdo pensare che una semplice banana ha dietro di sè una storia così atroce e disumana.
Possibile che non importi nulla a nessuno che quel prodotto chimico abbia conseguenze gravissime sullo stato di salute dei contadini? Possibile che non importi a nessun balordo che le dannose malattie siano di normale amministrazione in mezzo ai campi per colpa degli questi aerei..per colpa di questo modo di lavorare assurdo e sensa una benchè minima coscenza?
Sorvolare i campi e spargere il prodotto pur sapendo che lì sotto ci sono delle persone e che le stesse moriranno presto o camperebbero comunque male per il resto dei loro anni e tutto per via di quel prodotto, per la loro avidità di far soldi.
Questi contadini, coltivatori di banane, pur di mantenere un tetto sopra le loro teste e quelle delle loro famiglie, pur di non mettere a rischio le loro vite, pur di non perdere quel misero compenso che prendono al mese..continuano a lavorare sotto gli ordini di questi spregiudicati e non hanno nessuno che li ascolti, li aiuti, li tiri fuori di lì!Quel prodotto blu, sulla loro pelle, che viene inalato e respirato a gran fiato..
che diventa giorno dopo giorno ..un colore di morte.
Se si mettessero contro le aziende non solo perderebbero quel misero lavoro che hanno ma anche la casa e la vita. Dove andrebbero?
Cinque anni di Campagne avviate dal Centro nuovo modello di sviluppo per costringere le multinazionali a rispettare i diritti sindacali minimi. Mentre “Equonomia” confluisce in “AltrEconomia” qui facciamo il bilancio dell’attività del Centro. A cominciare dalle banane. Quello appena trascorso è stato un decennio di passione per i braccianti del Centro America che lavorano nelle piantagioni di banana. Da sempre sfruttati, umiliati e offesi, la loro condizione si è fatta più precaria a causa di un contesto commerciale internazionale all’insegna dell’instabilità.
Nei primi anni Novanta c’è stata quella che potremmo definire la fase dell’euforia commerciale per l’industria della banana, con due importanti novità: da una parte la caduta dei regimi comunisti che ha fatto intravedere un mercato vergine tutto da conquistare; dall’altra la compiuta unificazione dell’Unione Europea, che ha fatto pensare di poter smantellare il sistema di quote che penalizza le banane provenienti dal Centro America a favore di quelle provenienti dalle ex-colonie europee dell’Africa e dei Caraibi.
In vista della scorpacciata, le multinazionali hanno deciso di aumentare la produzione e in Centro America hanno spazzato via migliaia di ettari di foresta per fare posto a nuove piantagioni. Il che ha significato, per migliaia di piccoli contadini, perdere la terra.
In teoria la corsa verso l’espansione produttiva avrebbe dovuto ridurre la disoccupazione e avrebbe dovuto accrescere il potere contrattuale dei lavoratori, ma le cose sono andate diversamente perché le multinazionali hanno preferito assumere immigrati clandestini. Il fenomeno è stato particolarmente accentuato in Costa Rica dove sono arrivati centinaia di migliaia di immigrati dal vicino Nicaragua. Per paura di essere denunciati e rispediti indietro, non hanno mai reclamato diritti e hanno accettato di lavorare per un tozzo di pane. Molti di loro sono stati addirittura utilizzati per sostituire i lavoratori in sciopero.
L’euforia commerciale non è però durata a lungo perché, già a partire dal 1994, le multinazionali si sono accorte di aver fatto male i conti. L’Europa dell’Est, infatti è attraversata da un profondo malessere sociale e non è mai diventata quel mercato che Chiquita, Doll e Del Monte sognavano.
Quanto all’Unione Europea, invece di uniformare il mercato all’insegna della deregolamentazione, lo ha reso uniforme estendendo a tutti i Paesi membri il regime preferenziale per l’importazione di banane provenienti dai Paesi africani e caraibici.
Questo in particolare ha suscitato le ire delle multinazionali, soprattutto di Chiquita, che, fra tutte, è quella che produce quasi esclusivamente in America Centrale. Chiquita si è appellata al governo degli Stati Uniti per trascinare l’Unione Europea di fronte alla santa inquisizione dell’Organizzazione mondiale del commercio per violazione delle sacre leggi liberiste. La manovra è riuscita e lo scorso anno sono arrivate la condanna dell’Unione Europea e le ritorsioni commerciali degli Usa.
È difficile spiegare in due parole la regolamentazione europea, qui forse basta ricordare che essa consente di mantenere le importazioni dai singoli Paesi produttori di banane entro limiti prefissati. Il che produce due effetti positivi: stabilizza la produzione e attenua la concorrenza.
Questo nuovo contesto ha giovato alle organizzazioni sindacali, che hanno ottenuto importanti risultati anche grazie alla collaborazione con Euroban, il coordinamento di associazioni europee che si occupano di diritti umani e difesa dell’ambiente nel settore della banana.
Una delle battaglie riuscite è stata quella contro Del Monte, organizzata per porre fine al suo comportamento antisindacale (vedi riquadro a pag. 5).
Con l’aiuto di alcune organizzazioni inglesi, che hanno mobilitato i consumatori, il sindacato bananiero del Costa Rica nel novembre 1997 è riuscito infatti a far firmare a Del Monte uno storico accordo per il rispetto delle libertà sindacali.
Incoraggiati dal successo nei confronti di Del Monte, i sindacati del Centro America hanno quindi deciso di concentrarsi su Chiquita per giungere alla firma di un accordo che non valesse per un solo Paese, ma per tutto il Centro America. E anche questa volta si è cercato il decisivo coinvolgimento dei consumatori europei e statunitensi.
Siamo nel marzo 1999 e anche in Italia parte la campagna “Il bastone e la banana”. Inizialmente la campagna dà buoni risultati: Chiquita accetta di incontrarsi con i sindacati, viene fissato un ordine del giorno. Poi tutto si arena, perché a livello internazionale sta cominciando a soffiare un altro vento che consiglia le multinazionali di tornare all’arroganza.
Del Monte è in testa al contrattacco. Nel giugno 1999 in Costa Rica licenzia 120 lavoratori la metà dei quali attivisti sindacali. Quando i sindacati informano le associazioni europee dell’accaduto, la multinazionale reagisce moltiplicando le espulsioni di lavoratori e proponendo ai licenziati di essere sì riassunti ma con un salario decurtato del 25-30 per cento e con la sospensione di altri benefici come la fornitura gratuita dell’alloggio e della corrente elettrica. Idem in Guatemala.
Il 27 settembre c’è il licenziamento di 900 braccianti che lavorano in tre diverse piantagioni date in appalto ad impresari locali. Nell’ottobre la multinazionale supera ogni limite: 200 uomini armati fino ai denti circondano l’edificio dove 1000 dipendenti Del Monte stanno tenendo una riunione sindacale. Gli uomini entrano nella sede e intimano a tutti i presenti di sospendere la loro attività se vogliono avere salva la vita.
Gli ispettori delle Nazioni Unite hanno dichiarato che questa aggressione costituisce la più grave violazione dei diritti umani in Guatemala dopo l’uccisione del vescovo Gerardi.
Del Monte si difende attribuendo il tutto alla crisi che ha investito il settore bananiero. “Il nostro problema oggi, è come rimanere sul mercato. La battaglia si è fatta dura e non ci sono più spazi per i metodi gentili” confida un dirigente Del Monte ad una Organizzazione non governativa inglese.
In effetti nel corso del 1999 il prezzo delle banane è sceso di circa il 20 per cento.
Ma il fatto non è casuale. Piuttosto è il risultato di un contesto mondiale ormai totalmente sottomesso alle regole del libero mercato il cui unico obiettivo è di far vincere chi riesce a vendere al prezzo più basso. Ma siccome i miracoli non li fa nessuno, di fatto questa battaglia la vince chi sfrutta di più i lavoratori e chi si preoccupa meno dell’ambiente. Non a caso si stanno chiudendo le piantagioni nei Paesi del Centro America dove il sindacato è più forte e i lavoratori più garantiti, mentre si sta espandendo la produzione in Ecuador dove lo scenario è dominato da migliaia di braccianti e piccoli contadini soggiogati da alcuni grandi esportatori, il principale dei quali è Noboa che vende anche in Italia col marchio Bonita.
In Ecuador, per ogni scatola di banane (18 chilogrammi) i contadini ricevono appena 1 dollaro e ciò consente di applicare un prezzo di vendita all’esportazione di 2,20 dollari contro i 5 pagati sulle banane del Costa Rica.Le tre grandi multinazionali americane (Chiquita, Doll e Del Monte) hanno giurato che non ricorreranno più del solito alle banane dell’Ecuador, ma Del Monte ha già fatto sapere che intende aprire nuove piantagioni in Brasile dove i costi di produzione sono altrettanto bassi.Muoversi in questa tormenta è diventato molto difficile, anche perché le stesse multinazionali stanno riportando delle ferite che fanno cambiare loro i connotati. Nel 1999 Chiquita ha chiuso in perdita, e per pagare i debiti, la famiglia Lindner, maggiore azionista, ha venduto il 40 per cento della proprietà ad un consorzio panamense (non si sa da chi formato).
Prima di tutto, quindi, bisogna rifare il punto della situazione. Per questo il sindacato del Centro America, d’accordo con la segreteria internazionale del sindacato degli alimentaristi e con Euroban, ha deciso di organizzare un incontro con le tre multinazionali per conoscere le loro posizioni. Solo dopo, sarà possibile definire una strategia comune per continuare le Campagne di pressione.
Piantagioni ?clandestine?: braccianti immigrati da Panama e Nicaragua
Troppo duro e mal pagato il lavoro nelle piantagioni di banane, i costaricani non lo vogliono più fare. Così le bananiere del Costa Rica sono diventate il rifugio di migliaia di migranti che entrano clandestinamente dal Nicaragua e da Panama, manodopera disposta a tutto che viene sfruttata in modo disumano, specialmente nelle fincas dei produttori indipendenti dove talvolta il numero di lavoratori senza documenti sfiora il 90%. Con un passaporto, un visto turistico e una manciata di cordobas ogni giorno, in centinaia fanno la fila al posto di frontiera per uscire dal Nicaragua e cercare lavoro nelle bananiere del vicino e ?ricco? Costa Rica.
Si calcola che attualmente si trovino nel Paese circa 300 mila nicaraguensi clandestini. Impossibile è fare il conto dei migranti dal Panama, che ogni giorno varcano la frontiera prima dell?alba e al calar del sole fanno rientro a casa. Vivono nello sfruttamento e nel terrore, il ?salario? basta per mettere in bocca un po? di riso e banane, dormono in baracche fatiscenti. E non conviene aprir bocca, perché parte subito la denuncia alla migra -la polizia migratoria- e allora puoi scegliere se farti rispedire al confine o dare ai poliziotti tutto il tuo stipendio e pregare che ti lascino tornare a lavorare.
Nelle piantagioni dove lavorano i migranti clandestini è impossibile entrare, anche per i sindacati: ci sono le guardie armate al cancello e tentare di incontrare i lavoratori nelle vicinanze della finca li esporrebbe ad un rischio enorme. Le loro storie si raccolgono quando fa buio in qualche bar gestito da migranti ormai regolari, che sanno cosa vuol dire e ti proteggono dai visitatori indesiderati.
Teoricamente per regolarizzare la posizione dei lavoratori senza documenti basterebbe che l?azienda stipulasse un contratto regolare e denunciasse l?assunzione al ministero del Lavoro. Ma questo comporterebbe l?obbligo del pagamento del salario minimo e dei contributi per l?assistenza sociale. Quindi, se vuoi lavorare, lo fai da clandestino. Se non ti va bene, fuori dal cancello c?è la fila di quelli che sono disposti a farlo.
Riferimenti: Link

Curiosità
Gli islandesi hanno un vero e proprio culto nei confronti degli elfi e stanno molto attenti a non irritarli. Nessuno sa dove abitino con esattezza, ma se durante i lavori di costruzione di un edificio si verifica una serie inspiegabile di contrattempi, gli Islandesi non hanno alcun dubbio: sicuramente si sta importunando la dimora di qualche elfo e, quindi, si provvede celermente a spostare di qualche metro la zona dei lavori. Gli elfi sono creature misteriose che non hanno contatti con gli umani e abitano luoghi deserti, proprio come i troll norvegesi; a differenza di questi, però, hanno dimensioni ragguardevoli: alcuni sono dei giganti. Secondo un recente sondaggio dell?Università di Reykjavík, l?80% della popolazione non esita a credere nell?esistenza di spiriti che si celano al modo umano e uno degli ultimi censimenti dice che in Islanda c?è un elfo ogni 500 abitanti, tant?è che qui fate ed elfi vivono in casette costruite apposta per loro!
In Islanda i fenomeni ottici, grazie alla straordinaria limpidezza dell?aria, sono comuni: il più noto è quello chiamato ?Fata Morgana?: si tratta di un tipo di miraggio frequente nelle zone artiche che si verifica quando l?aria calda, a contatto con l?acqua fredda, causa rifrazione. L?effetto è sorprendente: è possibile vedere proiettate sulla linea dell?orizzonte isole, foreste e navi in punti dove non si trova assolutamente nulla!
In Islanda, a marzo e a ottobre, è anche possibile assistere allo spettacolo dell?aurora boreale, caratterizzata da colonne ondeggianti di luce verde o rosa; il fenomeno avviene per la reazione tra le radiazioni solari e il campo magnetico terrestre delle regioni polari. La spettacolarità di questa luce che ondeggia e rischiara la notte polare ha fatto nascere suggestive leggende: l?aurora boreale sarebbe prodotta dai salti e dalle capriole dei bambini mai nati o dai morti.
Fata Morgana
Il nome probabilmente deriva da quello della regina dei Demoni e signora della guerra Celtica, Morrigan. Sembra fosse sorella di Re Artù, fu donna bellissima o orribile (a seconda delle tradizioni arrivate fino a noi). Fu terribile nemica di Merlino ed Artù secondo alcuni; secondo altri fu fedele consigliera di entrambi. Insomma la nebbia regna sovrana non solo sull?isola di Avalon ma anche sui ricordi e le storie tramandate!
Fata Morgana fu dotata di poteri magici potentissimi, molti dei quali appresi dal maestro Merlino; fa parte di un gruppo di nove fate e compare per la prima volta nella Vita Merlini di Geoffrey of Monmouth. Dopo aver appreso che è sorella di Artù, Morgana assume le sembianze di Ginevra e concepisce il figlio di suo fratello, Mordred (che poi diventerà l?assassino di Re Artù)
In alcune opere del basso medioevo Morgana diventa creatura molto terrena e poco spirituale, una donna cattiva, malvagia e perfida seduttrice.
Riferimenti: Il Medioevo

Grazie a Google posso in questa giornata, ricordare il grande pittore Van Gogh che adoro tanto come anche gli altri della corrente postimpressionista in cui troviamo Munch con l’urlo, Gauguin e gli altri..ma adoro molto anche e soprattutto l’impressionismo in cui vediamo Degas, Monet, Manet, Renoir!
Di Van Gogh adoro molto “notte stellata” , che ho dipinto anch’io (ghghghhg) e che ho dedicato al mio amore con una bellissima poesia..mi pare che l’ho anche messa qui nel mio Blog da qualche parte!!! spero di non averla cancellata quel giorno in cui presa da una vena di follia, eliminai tutto quanto! post, testi, immagini etc etc!!! ahahhaah !! beh casomai la rimetto no? eh già! nella vita nulla è perduto!!! come il quadro del nostro grande Van Gogh!!!!
Conosco i loro dipinti e le correnti che li hanno resi famosi grazie a mio padre che come hobby dipinge quadri d’autore. Non perchè è mio padre ma devo dire che è veramente bravo. Riesce a riprodurre questi quadri come fossero gli originali e sinceramente è qualcosa di pazzesco avere in casa, magari sulla parete della sala o della propria camera una “Notte Stellata”, una “Camera da letto”, la “Chiesa di Auvers” (che una notte sognai anche per quanto mi è rimasta impressa nella mente).
Io una volta provai a riprodurre “La visione dopo il Sermone” in cui Giacobbe combatte con un angelo sul lato dx del quadro. Chiesi a mio padre di disegnarlo per me, mentre io avrei esclusivamente “colorato” (lui, mio padre possiede tutti i tipi di colore, e molti se l’è fatti arrivare dai paesi più lotani..anche da Londra alcuni!!!) .. insomma…morale della favola: “non ho mai terminato questo dipinto” in quanto, evidentemente, la lotta contro l’angelo mi aveva scombussolata troppo (sai com’è, tra le varie collezioni che faccio, c’è anche quella degli angeli) heheheh!
L’arte del dipingere è qualcosa di molto molto affascinante, misterioso, un mondo introspettivo da esplorare grazie ai colori, ai pennelli, alle tele..
Ho sempre osservato il procedimento usato da mio padre, nel riprodurre queste copie, grazie ad antichi sistemi di invecchiamento..come ad esempio usare un sacco di patate al posto della tela, da chiodare poi su di una qualsiasi tavola in legno (delle dimensioni giuste), per poi spargere gesso di bologna, cuocere la colla di coniglio (che la puzza inonda tutta la casa quasi da vomitare ahahhaha!!!) e poi tante altre applicazioni atte a far diventare il tuo capolavoro come meglio credi e preferisci..se antico o moderno!
Quando vivevo con mio padre era grandioso questa parentesi artistica in cui mi immergevo ogni qualvolta lui avesse l’ispirazione per far qualcosa…si perchè non sempre gli artisti sono “in vena” di far qualcosa, e state sicuri che su ordine di qualcun’altro nulla riescono a fare! eh già!
Ho ereditato la vena artistica da mio padre io…e amo anche le persone con questo tesoro in corpo e nello spirito.
Vabè..non divaghiamo!!!!
Faccio invece tanti auguri al nostro grande unico inimitabile (per quanti sforzi riescano a fare i pittori specializzati in falsi d’autore) grandioso pazzesco…Van Gogh!!! e che il tuo spirito continui ad “impressionare” gli animi di molti…di tutti coloro che continuano ad amarti…amare i tuoi campi di grano… i vasi di fiori… e quel colore arancione rossastro che prevale sulla maggior parte dei tuoi dipinti fantastici…. grande anche il tuo autoritratto….sinonimo di solitudine? forse non avevi neanche un modello che potesse posare per tee?
mannaggia… o magari segno di estremo narcisismo..in cui l’ammirazione per te stesso era talmente forte da voler ritrarre il tuo viso, la tua persona fatta degli stessi colori della maggior parte dei tuoi dipinti.. ebbene..in questa giornata ti ricordiamo con orgoglio e fierezza, ammirazione e gioia!
Grazie Van Gogh!!!! ^_^
Notte di Sine
“Donna, posa sulla mia fronte le tue mani balsamiche tue mani più morbide della pelliccia.
In alto le palme oscillano stormiscono appena nell’alta brezza
Notturna. Non s’ode neppure il canto della nutrice. Ci culli il silenzio ritmato.
Ascoltiamo il suo canto, ascoltiamo battere il nostro sangue oscuro, ascoltiamo
Battere il polso profondo dell’Africa nella bruma dei villaggi perduti.
Ecco, declina la luna stanca verso il suo letto di mare disteso
Ecco che si assopiscono gli scoppi di riso, che gli stessi narratori
- Ciondolano il capo come il bimbo sul dorso della madre
Ecco che i piedi dei danzatori si appesantiscono, si fa pesante la lingua dei cori alternati.
E’ l’ora delle stelle e della Notte che sogna
Si appoggia a questa collina di nubi, drappeggiata nel suo lungo perizoma di latte.
i tetti delle case luccicano teneramente. Che dicono, così confidenziali, alle stelle?
Dentro, nel focolare si spegne nell’intimità di odori acri e dolci.
Donna, accendi la lampada dall’olio chiaro perché parlino intorno gli antenati come i genitori, i bambini nel letto.
Ascoltiamo la voce degli Antichi d’Elissa. Come noi esiliati
Non hanno voluto morire, che si perdesse nelle sabbie il loro torrente seminale.
Che io senta, nella casa fumosa visitata da un riflesso di anime amiche
La mia testa sul tuo seno caldo come un dang tratto fumante dal fuoco
Che respiri l’odore dei nostri Morti, che raccolga e ripeta la loro viva voce, che apprenda a
A vivere prima di discernere, più in Ià dei tuffatore, nelle alte profondità del sonno.”
Léopold Sédar Senghor
Riferimenti: Vincent Van Gogh